Posts Tagged ‘voglia’

Attimi di perdizione

09/10/2012

“…immagino noi al ristorante, di sera. I tuoi occhi fissi sui miei a scrutare le mie voglie mentre le tue cercano uno spazio sul mio viso. Vorrei che le nostre mani si toccassero accarezzandosi dolcemente tra un sorriso e le poche parole che ci diciamo per rendere piacevole il nostro incontro. Immagino un abbraccio. Siamo in un appartamento, la notte. I nostri visi si incontrano, fianco a fianco, e le mie labbra sfiorano la pelle morbida e profumata del tuo collo. Ti bacio sotto l’orecchio, ad occhi chiusi per inebriarmi del tuo profumo ed imprimerlo per sempre nella mia anima. Tu reclini il capo e ti abbandoni. Ansimi, il respiro affannato mi eccita. Sento le tue braccia che si abbandonano e poi, come invasa da una passione incontrollata e repentina, stringi la mia nuca al tuo petto. Le mani scorrono tra i miei capelli e le nostre labbra si uniscono, si mordono, si bagnano, riscaldando i nostri sensi e infervorando le nostre voglie. Faccio scorrere una mano sul tuo fianco poi risalgo e sfioro il tuo seno. Lo sento rigonfio tra un sospiro e l’altro. Invado i tuoi indumenti e respiro profondamente tra i tuoi seni. Appoggio dolcemente la mia lingua sulle tue papille sporgenti e le labbra le contornano dolcemente provocandoti fremiti e attimi di fiato sospeso che culminano in profondi gemiti di piacere. Ti sdrai sul letto e la nuca ed i capelli cadono fuori da quello spazio nel quale il tuo corpo si prepara ad una piacevole ansia e la tua mente ne esce acquietata. Scendo lentamente lungo la linea che mi porta al tuo ombelico. Sento la pelle morbida e tesa della tua pancia. Le tue mani afferrano la mia testa e la spingono avidamente verso il tuo sesso. Quel profumo mi inebria. Lo accarezzo con la guancia, con le mie labbra e ne assaporo il nettare, fino a che il tuo corpo non si solleva implorando un lungo spasmo. Il nostro intimo si strofina. Il tuo viso cerca riparo prima a sinistra e poi a destra, preso tra le tue braccia sollevate e le mie che le assicurano mentre il peso del mio corpo contrasta il movimento compulsivo del tuo…”

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Resto

10/09/2012

Osservo il soffitto e le increspature della superficie mi ricordano il labirinto della nostra storia.Il lampadario ne illumina una porzione troppo grande per poter concentrare la mia attenzione sui singoli ricordi ed ogni increspatura ha un lato illuminato ed uno in ombra ma sono troppo distratto per perdermi nei chiari e scuri. Non so che dire, non so cosa pensare, non so a chi dirlo, non so come dirtelo, non posso più dirtelo. Semplicemente non ci sei più, così, come il vento smette di accarezzarmi il viso o il cuculo di cantare, come il sole che si raffredda dietro a una nuvola o una musica che finisce, all’improvviso.
È come un rimprovero gridato nel silenzio della tregua, dopo la pace dei sentimenti che credevo d’aver raggiunto. O il silenzio improvviso dopo uno sparo tra la folla, che precede il panico.  A volte sovrasta la pace e mi scuote, ricordandomi tasselli di un passato che non è mai stato completo.
Mi chiedo il perché pur conoscendone i motivi ma il continuo domandarmelo alimenta la speranza e l’illusione, fondamenta del nostro lasso di tempo.
Penso a cosa ho vinto ed a cosa ho perso. Ho aperto il mio mondo e mi è piaciuto, ho visto il tuo e l’ho compreso. Ma ora è diverso: non ho più un mondo da scoprire e comprendere, ciò che resta è l’eco delle mie domande che rimbalzano contro delle ipotesi, risposte senza risposta, nel vuoto lasciato dal tuo sorriso.
Mi si riempiono gli occhi, di immagini, pensieri lucidi e torbidi, si accalcano prepotentemente fino a spingermi sull’orlo delle tue labbra o nel mare dei tuoi capelli; sorrido poi svaniscono e penso a chi dirlo a chi raccontare tutto questo e mi sento solo, mi ritrovo solo, seduto in auto, la notte, a guidare senza voci verso casa. E quante cose vorrei dirti, quante ne vorrei dire ma restano tutte tra queste righe, invisibili per quanto visibili, ed incomplete, come il piacere interrotto da un gelato che cade in terra nel mezzo di una via affollata del centro: mi rassegno, lo guardo brevemente e proseguo ma dentro mi rimane la voglia e la rabbia, per un po’ di tempo.