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Lembrança

26/01/2013

Se tu fossi un ricordo, chiudendo gli occhi ti vedrei seduta sul tuo letto; alle tue spalle delle tende bianche di sole illuminerebbero i tuoi capelli. Te ne staresti a guardarmi, gambe incrociate, cercando una posizione comoda per il tempo che passerò ad ammirarti.

Sentirei i muscoli del mio corpo contrarsi per uno sguardo ed il mio fiato, per l’emozione, dimezzerebbe la sua corsa per stare nella parentesi che mi dedicheresti.

Parleresti sorridendo. Saresti distratta da ogni rumore e cambieresti espressione per ognuno dei pensieri che si rincorrerebbero sulle tue mani.

Perderei la mia anima nei tuoi occhi ed il mio spirito nel tuo sorriso, se tu fossi un ricordo tutto mio.

Ti cercherei pur avendoti davanti, nei miei occhi serrati e secchi. Riderei, perché è così che tenterei di sciogliere la tensione, sapendo che mi stai parlando, ascoltando, contraddicendo, consigliando spicciamente, singhiozzando emotivamente.

Guarderei la tua spazzola riordinare dei piccoli sogni rimasti impigliati nei tuoi capelli durante la notte. Camicetta e mutandine non farebbero altro che accelerare la mia fantasia, mentre il movimento delle tue dita incanterebbe la mia passione.

Parleresti senza tregua, raccontandomi il giorno prima, uguale al giorno prima, uguale al giorno prima ancora e, forse, uguale a quello appena iniziato. Ti ascolterei come ieri, allo stesso modo dell’altro ieri, eccitato come il primo giorno, tanto quanto, forse, continuerei ad esserlo domani.

E saresti sempre lì, nella stessa camicetta, pronta a spogliarti al nuovo giorno, dove il tuo sorriso sarebbe sempre lo stesso e così il mio sguardo. Ieri come oggi. Ti guarderei, sorriderei, ti desidererei, ti amerei.

Se tu non fossi un ricordo, non avrei sicuramente tempo per scrivere di un ricordo.

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Oggi o chissà quando

09/10/2012

Piove.
La mia stanza è fredda.
Umida.
Lo scroscio della pioggia
mi rilassa.

Siedo alla mia scrivania.
Foglio davanti e penna tra le dita
il letto alle mie spalle.
Cerco le parole ma la pioggia distrae i sentimenti
che oggi non vogliono essere catturati.

Vetri gocciolanti.
Profuno di pini e sottobosco.

Lotto per scrivere
per tradurre le emozioni.
Voglio farlo
a tutti i costi
ma la natura mi sovrasta
e calcella l’inquietudine.

La nebbia offusca le colline
mentre il vento cambia direzione alle gocce
sapide o acide
che scendono
ovunque.

Mi spossa
tutto questo.
Non riesco a scrivere
ed osservo le parole schivare la pioggia
serpeggiando senza capo né coda
tra le lacrime del cielo
e confondersi
fino a svanire tra i vapori della terra
tra le lacrime che tornano al firmamento
per ricadere
più tardi
o altrove.