Archive for the ‘Something’ Category

Uscirne vivi – Alice Munro

11/11/2015

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La foto non mostrava ciò che lui avrebbe voluto, né lei sarebbe stata in grado di immaginarlo. Tuttavia, Jane, continuava a muoverci sopra lo sguardo, analizzandola freneticamente, come se tra le pieghe di quel lago vi fossero, nascoste, per ora, le parole che le avrebbero spiegato il senso di ciò che stava guardando.
Chi era quella donna di spalle, in piedi, da sola a guardare quel fondolago così stretto da farci schiantare l’immaginazione? Ma forse non lo stava osservando affatto, quell’orizzonte. Certo che no, aveva i piedi in ammollo: guardava senza vedere nulla, in realtà, assorta in chissà quale pensiero. Sembrava una fredda giornata autunnale o almeno così, la foto, voleva farle credere. La nebbia, a fondolago. La donna però portava un vestito blu estivo. No, di mezza stagione, in effetti, le maniche arrotolate lungo le braccia. E l’acqua, l’acqua non doveva essere neppure tiepida perché le gambe, anzi, i polpacci, scoperti, sembravano intirizziti. La schiena era rigida e dritta e un braccio leggermente scostato dal fianco. Eh già, non era affatto rilassata. I piedi sui sassolini neri della riva appena immersa nelle minuscole onde. Ma certo, quella mano ti ha tradita, mia cara! A cosa pensava, allora, se non aveva intenzione di proseguire verso il fondo di quel grigiume? Non c’è nulla attorno, solo i monti. Che ora sarà stata? Le tre del pomeriggio? Le quattro? Il cielo era nuvoloso? Troppo chiaro e sfuocato per dirlo ma le ombre sul vestito potevano farlo presupporre.
Jane ricorda di averlo chiamato, un giorno di novembre. Lui le aveva detto che era in giro a far foto. Lei aveva sentito un grido smorzato. Non le aveva detto dove. Forse era la donna che entrava nell’acqua gelida o i suoi piedi nudi sui sassi. Non aveva insistito, lo scoprirò dalle foto, si era detta.
Probabilmente, se Jane l’avesse vista in viso, se nella foto quella donna stesse sorridendo, beh, allora sì che si sarebbe infuriata. Ma quella se ne stava lì, nella foto come nei pensieri di Jane, immobile, anonima, innocente fino a prova contraria.
Forse lui l’aveva vista da lontano e aveva pensato di fotografarla perché gli piaceva la scena e non perché la conoscesse. Ma lei cosa ci faceva con l’acqua appena sotto le caviglie? Ecco! Ti sei tradito, pensò Jane. Lei ti ha obbedito. Le hai chiesto tu di entrare, si diceva tra sé e sé, mentre gli occhi le si erano spalancati e tornavano a brillare.

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Semplicità

27/11/2012

Rincorro a fatica la semplicità, che non riesco a raggiungere, attraverso una prosa confusa ed ignorante.
Trovo nel cassetto del comodino una poesia. La leggo ed è la semplicità di una donna. Mi accorgo che ammirazione ed incomprensione, forse, sono un segno di amore, l’amore semplice e pratico che cambia il mondo.

Vorrei avere questa capacità di estrazione dell’essenza di chi mi sta vicino unita alla semplicità nel descriverla in poesia quindi, senza permesso, pubblico qui quei versi che in poche parole racchiudono una visione chiara e completa di un carattere fragile scritto dalla forza femminile.

Emmanuel
sensibilità a fior di pelle
sogni che invadono il cuore
fantasie che padroneggiano la mente.
Un uomo libero dalla realtà
pronto ad amare
pronto a soddisfare
pronto a concretizzare i più profondi desideri.

                                       Tua moglie

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Incredibile ed affascinante

06/09/2012
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champagne

Ieri, mentre leggevo in una sala d’aspetto, con la TV accesa, si è ripetuto un evento già successomi in altri momenti, che io reputo incredibilmente affascinante. Nel momento in cui leggevo, alla TV il cantante di una canzone italiana pronuncia, esattamente nello stesso istante, la stessa parola che stavo leggendo: “champagne”!
Fantastica coincidenza, veramente affascinante, no?