Archive for the ‘Poems and poetry’ Category

Fallo

27/07/2017

Direi che l’unico modo che hai per esprimere te stesso è farlo!

Reazioni

27/07/2017

Se tu fossi solo, indipendente e libero da qualsiasi legame allora potresti chiamarle azioni, quelle che compi ogni giorno. Ma non trovandoti in questa situazione, le definirei piuttosto reazioni. Ed ognuna di esse dipende da altre reazioni che continuano ad influenzare e modificare, quasi sempre in modo contrario, la tua libertà.

Non agiamo realmente, reagiamo.

Dimmi se…

03/07/2015

Dimmi se c’è qualcuno nella tua vita perché un sorriso così non può restare solo.

27/05/2015

SAUDADE
VAZIO
SOLIDÃO
LEMBRANÇAS

Uno sguardo

26/04/2015

Sono fermo al semaforo, in attesa di poter attraversare la strada. Lei, sul lato opposto, si dirige verso un bar. Prima di entrare pare che urti le stampelle di un vecchio seduto fuori dal locale. Forse si scusa ed entra nel bar. Attraverso e la seguo. Lei è seduta ad un tavolo alla vetrata che dà sulla strada. Conosce i proprietari e dal tavolo ordina un tramezzino. ‘Scusa ma ho solo dei panini, i tramezzini sono ancora in freezer’, le dice la proprietaria. In realtà non ha alcuna voglia di soddisfare la richiesta della ragazza. Fa una smorfia come a cercare la complicità dei clienti al banco su quanto fosse strana quella richiesta alle nove del mattino. La ragazza, sorridente, dice che non importa ed accetta un panino, ‘di bresaola e brie, per favore’. La proprietaria ripete a bassa voce, in tono interrogativo, ‘bresaola e brie’ e si lancia in una nuova espressione di falso stupimento che vorrebbe nuovamente l’appoggio di chi la guarda.
Le prepara il panino e glielo porta al tavolo; poi si allontana e tornata al bancone. Si accorge di averglielo lasciato troppo lontano e si scusa.
Lei lo morde delicatamente e si passa le dita sulla bocca. Guarda nello specchio di fronte a lei, lo stesso dal quale io la osservo. Muove rapidamente gli occhi. Occhi bellissimi, azzurri, vivi. Continua a mordere il panino ed a guardare nello specchio. Per fortuna il barista non ha ancora preparato il mio cappuccino e posso continuare a scrutarla. I suoi occhi mi guardano. Io la fisso ma i suoi occhi non si fermano. La sto fissando ma sono solo. Poi entra il vecchio con le stampelle. Si regge su entrambe e si trascina fino alla sedia allo stesso tavolo della ragazza, di fronte a lei. Si siede. Parlano. Lei continua a mangiare. Si conoscono, ovviamente. Lui le chiede qualcosa. Lei risponde e poi sento che chiede, ‘e tu, invece?’.
Io continuo a guardarla dallo specchio. I suoi gesti mi affascinano. Parla, morde il panino, passa le mani sulla bocca. Ha delle dita bellissime. I capelli curati, lunghi, biondi. È seduta con la schiena dritta, scostata dallo schienale della sedia. Jeans e scarpe con mezzo tacco. Mi guarda dallo specchio ma è intenta a parlare. I suoi occhi sono irrequieti. Le sue dita scorrono tra i capelli e di nuovo sulle labbra. Sorride. È nervosa ma sorride. Tenta di mantenere una postura composta ma è agitata. Si sforza ad ostentare sicurezza. Sorride e quel sorriso sembra voglia dire ‘lo so che mi stai osservando’. Eppure io sono così calmo e la guardo intristito. Forse è proprio la mia tristezza che la innervosisce. Non sono le parole del vecchio, anche se lei gli dedica tutta la sua attenzione.
Bevo il mio cappuccino.
È ora di uscire.
Avrei voluto che si fosse seduta ad un tavolo vuoto, invece a quel tavolo c’era già la maglia ed il cappello del vecchio.
Avrei voluto parlarle ed essere ascoltato come lei faceva con lui, uniti da qualcosa che io non avevo, qualcosa che li rendeva simili ed io così diverso. Avrei voluto sapere il suo nome. Avrei voluto lasciarle il mio.
Ma dovetti uscire.
Entrai in quel bar solo per osservarla. Sentivo il cuore farmi male ed avrei voluto aiutarla, ancora prima che entrasse ed ancora prima, dal primo momento che la vidi, al semaforo, sull’altro lato della strada, mentre cercava la voce del vecchio, ad ogni tocco del suo bastone bianco sui bordi del marciapiede.

The events

15/03/2015

Gli eventi ci spingono a comportarci diversamente da come vorremmo. Il risultato non è sempre dolce e spesso l’amaro più forte resta per noi.

Così sia?

24/11/2013

Che vergogna dovrei provare nel ribadire la mia solitudine?
Mi dovrebbe sminuire lamentare la mancanza di un po’ di affetto?
Non posso rivelare la necessità di una carezza, di un bacio, senza che la mia voce tremante mi tradisca e venga bandito per immaturità?
Dovrei continuare a pensare di non essere un uomo in grado di superare le mie carenze se sogno di essere ascoltato col cuore e consolato dalla tenerezza di una mano tra i miei capelli?
Perché non posso permettermi di lamentarmi e di essere consolato?
Dovrei continuare ad illudermi che si tratti solo di tempo?
Dovrei credere che sia destino?
Smettere di volere per iniziare ad accontentarmi e mettere a tacere anche i miei sogni?
Devo rinunciare anche alla libertà di un pensiero? Dovrei vergognarmi anche di quello?

Dúvida

18/11/2013

Alzi gli occhi e
dove avevi lasciato l’azzurro
ora
ti sorprende trovare le nubi.
Ti chiedi se ricordavi bene
se davvero era sereno.
Dubiti di te stesso
poi
improvvisamente
ti adegui
ma una lacrima
dal cielo
ti ha già raggiunto.
Ti chiedi perché ti senti perso
eppure era limpido
ricordo bene.
Te ne stai in silenzio
per un po’
confuso.
Ti accusi.
Oggi il tempo è brutto
dicono
senza sapere perché lo è
sempre che lo sia.
Risali in auto
accendi e parti.
Eppure ne ero sicuro
il tempo era bello.

“Queria”

28/09/2013

Queria ouvir o som da sua voz,
cantando para mim o seu sorriso,
gritando suas vontades ao meu ouvido,
gemendo aos palpites dos seus olhos
que se animam ao ritmo do seu coração.
Queria ouvir sua presença no som da sua respiração e no calafrio sobre minha pele ao aproximar-se da sua mão.
Queria te ver prateada de luar e pintada da luz da cidade que vive e dorme.
Queria te ver, sentada, os pés no mar, apoiada ao meu ombro, ouvindo as ondas de olhos fechados e queria te olhar no silencio da cumplicidade, aonde, de repente, o calor dos meus lábios se põe nos seus.
Queria te abraçar, escondido atrás de você e das suas preocupações, sentindo seus braços se abandonarem sobre os meus, suas maos acareciar as minhas, me segurando, sentindo meu cheiro e abandonando seus cabelos no meu rosto, a beijar seu pescoço.
“Queria”, uma das palavras mais usadas na poesia, um beijo seu, sua presença no meu sentimento expressado nessas linhas.

Lembrança

26/01/2013

Se tu fossi un ricordo, chiudendo gli occhi ti vedrei seduta sul tuo letto; alle tue spalle delle tende bianche di sole illuminerebbero i tuoi capelli. Te ne staresti a guardarmi, gambe incrociate, cercando una posizione comoda per il tempo che passerò ad ammirarti.

Sentirei i muscoli del mio corpo contrarsi per uno sguardo ed il mio fiato, per l’emozione, dimezzerebbe la sua corsa per stare nella parentesi che mi dedicheresti.

Parleresti sorridendo. Saresti distratta da ogni rumore e cambieresti espressione per ognuno dei pensieri che si rincorrerebbero sulle tue mani.

Perderei la mia anima nei tuoi occhi ed il mio spirito nel tuo sorriso, se tu fossi un ricordo tutto mio.

Ti cercherei pur avendoti davanti, nei miei occhi serrati e secchi. Riderei, perché è così che tenterei di sciogliere la tensione, sapendo che mi stai parlando, ascoltando, contraddicendo, consigliando spicciamente, singhiozzando emotivamente.

Guarderei la tua spazzola riordinare dei piccoli sogni rimasti impigliati nei tuoi capelli durante la notte. Camicetta e mutandine non farebbero altro che accelerare la mia fantasia, mentre il movimento delle tue dita incanterebbe la mia passione.

Parleresti senza tregua, raccontandomi il giorno prima, uguale al giorno prima, uguale al giorno prima ancora e, forse, uguale a quello appena iniziato. Ti ascolterei come ieri, allo stesso modo dell’altro ieri, eccitato come il primo giorno, tanto quanto, forse, continuerei ad esserlo domani.

E saresti sempre lì, nella stessa camicetta, pronta a spogliarti al nuovo giorno, dove il tuo sorriso sarebbe sempre lo stesso e così il mio sguardo. Ieri come oggi. Ti guarderei, sorriderei, ti desidererei, ti amerei.

Se tu non fossi un ricordo, non avrei sicuramente tempo per scrivere di un ricordo.