Someone like you

Mi sveglio con le parole di una musica che invadono la mia lucidità.
Ascolto quella canzone e capisco, tardi, che era un addio.
Mi intristisco. Le parole mi consumano. La nausea mi stringe lo stomaco.
La voglia di piangere mi assale.
Perché?
E quanti perché sono rimasti in aria, sospesi sulla mia strada, tra terra e cielo,
nel limbo della mia ragione che non trova pace nella probabile razionalità del tuo gesto.
Ascolto decine di volte la stessa musica. Ogni volta è rabbia, è un nuovo perché sempre uguale.
Le note del piano accentuano l’armonia di quei tempi. La voce è sicuramente la tua.
Sono diventate tue anche le parole. Non posso far altro che ascoltare, passivo.
Come chiunque ascolti una canzone resto in silenzio sapendo di non poterla interrompere per fare ancora la stessa domanda.
La musica rallenta. La voce si attenua. Sto pensando a quando finirà, al silenzio dopo la fine.
Ma non resisto. Ti scrivo comunque e prego che non arrivi alcuna risposta.
Rimetto quella canzone. La stessa. Fino a che il suo silenzio non coincide con il punto che chiude questo testo.
Ma so che non è ancora il tempo giusto

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2 Risposte to “Someone like you”

  1. poemonapage Says:

    Non ti tormentare, caro amico.
    Lo so che nuotare nel dolore è l’inizio di una più o meno involontaria terapia verso la fine del suddetto dolore… però, se posso permettermi un consiglio, non distruggerti in canzoni belle, ma assassine. Smetti di ascoltare musica per un po’, se non vuoi sentire canzoni che ti mettano di buon umore. Io feci così. Io, che nella musica ritrovo la mia vita, dopo aver subito un addio, decisi di non infliggermi ulteriore sofferenza.
    Mi sono data per un po’ a musica che alzasse la mia autostima, e… sai una cosa? Ha funzionato alla grande.

    Un abbraccio!
    Paola

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    • felizberto Says:

      Ciao, Paolissima 🙂
      credo tu abbia ragione, ma cambiare musica è voltar pagina, è tempo che è già trascorso, è il ricordo che si è già scordato di tormentarti. Non è ancora il mio caso e credo di non volerlo, per ora, forse. E poi, cosa scriverei sul blog? 😀
      Scherzo ma dipendiamo dalle nostre scottature, impariamo da loro e ci fortifichiamo a causa loro quindi, a volte, ironicamente diventa difficile pure separarcene…
      Grazie tante per l’affetto! Torna presto.
      Ciao

      Mi piace

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