Archive for ottobre 2012

Someone like you

10/10/2012

Mi sveglio con le parole di una musica che invadono la mia lucidità.
Ascolto quella canzone e capisco, tardi, che era un addio.
Mi intristisco. Le parole mi consumano. La nausea mi stringe lo stomaco.
La voglia di piangere mi assale.
Perché?
E quanti perché sono rimasti in aria, sospesi sulla mia strada, tra terra e cielo,
nel limbo della mia ragione che non trova pace nella probabile razionalità del tuo gesto.
Ascolto decine di volte la stessa musica. Ogni volta è rabbia, è un nuovo perché sempre uguale.
Le note del piano accentuano l’armonia di quei tempi. La voce è sicuramente la tua.
Sono diventate tue anche le parole. Non posso far altro che ascoltare, passivo.
Come chiunque ascolti una canzone resto in silenzio sapendo di non poterla interrompere per fare ancora la stessa domanda.
La musica rallenta. La voce si attenua. Sto pensando a quando finirà, al silenzio dopo la fine.
Ma non resisto. Ti scrivo comunque e prego che non arrivi alcuna risposta.
Rimetto quella canzone. La stessa. Fino a che il suo silenzio non coincide con il punto che chiude questo testo.
Ma so che non è ancora il tempo giusto

Attimi di perdizione

09/10/2012

“…immagino noi al ristorante, di sera. I tuoi occhi fissi sui miei a scrutare le mie voglie mentre le tue cercano uno spazio sul mio viso. Vorrei che le nostre mani si toccassero accarezzandosi dolcemente tra un sorriso e le poche parole che ci diciamo per rendere piacevole il nostro incontro. Immagino un abbraccio. Siamo in un appartamento, la notte. I nostri visi si incontrano, fianco a fianco, e le mie labbra sfiorano la pelle morbida e profumata del tuo collo. Ti bacio sotto l’orecchio, ad occhi chiusi per inebriarmi del tuo profumo ed imprimerlo per sempre nella mia anima. Tu reclini il capo e ti abbandoni. Ansimi, il respiro affannato mi eccita. Sento le tue braccia che si abbandonano e poi, come invasa da una passione incontrollata e repentina, stringi la mia nuca al tuo petto. Le mani scorrono tra i miei capelli e le nostre labbra si uniscono, si mordono, si bagnano, riscaldando i nostri sensi e infervorando le nostre voglie. Faccio scorrere una mano sul tuo fianco poi risalgo e sfioro il tuo seno. Lo sento rigonfio tra un sospiro e l’altro. Invado i tuoi indumenti e respiro profondamente tra i tuoi seni. Appoggio dolcemente la mia lingua sulle tue papille sporgenti e le labbra le contornano dolcemente provocandoti fremiti e attimi di fiato sospeso che culminano in profondi gemiti di piacere. Ti sdrai sul letto e la nuca ed i capelli cadono fuori da quello spazio nel quale il tuo corpo si prepara ad una piacevole ansia e la tua mente ne esce acquietata. Scendo lentamente lungo la linea che mi porta al tuo ombelico. Sento la pelle morbida e tesa della tua pancia. Le tue mani afferrano la mia testa e la spingono avidamente verso il tuo sesso. Quel profumo mi inebria. Lo accarezzo con la guancia, con le mie labbra e ne assaporo il nettare, fino a che il tuo corpo non si solleva implorando un lungo spasmo. Il nostro intimo si strofina. Il tuo viso cerca riparo prima a sinistra e poi a destra, preso tra le tue braccia sollevate e le mie che le assicurano mentre il peso del mio corpo contrasta il movimento compulsivo del tuo…”

Vai

09/10/2012

E se ti trasferissi?
Se lasciassi i miei ricordi per vivere altrove?
Ti aiuterei, se vuoi.
Tengo tanto a me quanto tenevo a te prima che venissi ad abitare qui
in quello spazio bianco che in un istante prende vita
e ridisegna il tuo profilo
i lineamenti del tuo viso e del tuo sorriso
appena mi distraggo e smetto di vivere nel presente
per tornare al passato
così ingenuamente
credendo di non trovarti.
Ma ci sei
riappari
non sei ancora partita.
Credimi, è inutile restare
hai già sbattuto la porta alle tue spalle.
Non restare lì sull’uscio.
Mi guardi e non chiedi nulla
ma intanto continui a fissarmi
ed io cerco qualcosa
che non ti ho ancora dato
perché tu possa svanire.

Oggi o chissà quando

09/10/2012

Piove.
La mia stanza è fredda.
Umida.
Lo scroscio della pioggia
mi rilassa.

Siedo alla mia scrivania.
Foglio davanti e penna tra le dita
il letto alle mie spalle.
Cerco le parole ma la pioggia distrae i sentimenti
che oggi non vogliono essere catturati.

Vetri gocciolanti.
Profuno di pini e sottobosco.

Lotto per scrivere
per tradurre le emozioni.
Voglio farlo
a tutti i costi
ma la natura mi sovrasta
e calcella l’inquietudine.

La nebbia offusca le colline
mentre il vento cambia direzione alle gocce
sapide o acide
che scendono
ovunque.

Mi spossa
tutto questo.
Non riesco a scrivere
ed osservo le parole schivare la pioggia
serpeggiando senza capo né coda
tra le lacrime del cielo
e confondersi
fino a svanire tra i vapori della terra
tra le lacrime che tornano al firmamento
per ricadere
più tardi
o altrove.

Sorriso

09/10/2012

Che ne sai, tu, del mio sorriso?
Mi vedi tendere le labbra, le guance si sollevano e gli occhi si socchiudono.
Appare qualche ruga.
Forse si imporporano le gote. Forse si inclina il capo.
Forse si contraggono le spalle e forse si stringe lo stomaco.
Forse esprime timidezza, forse ironia.
Forse le parole che lo accompagnano inciampano tra i denti.
Forse lotto per quel sorriso.
Forse non ci sono io in quel sorriso.
Forse non è come credi o forse non è come pensavo che fosse.
Ma lotto per quel sorriso. Ogni giorno.
Ho bisogno di quel sorriso. Mi serve per vivere, mi serve per non morire.
Non è un’arma ma la uso per sconfiggere il mio nemico.
Sorrido ed il giorno è meno pesante. Sorrido e tutto diventa relativo.
Sorrido e dimentico, sorrido e ricordo.
Come posso spiegarti quanto vale per me il mio sorriso? Se lo faccio con un sorriso potresti non capirlo.
Ma sorrido, perché se sorrido anche il male si intenerisce.
Sorrido perché se sorrido amo di più.
Sorrido perché spero che qualcuno mi ami di più, se sorrido.
Non giudicarmi, leggi il mio sorriso per quello che è, nella sua tenerezza.
Aiutami a non smettere di sorridere, staremo bene entrambi.

03/10/2012

Perché?